Carrimedioatutto - LP Vedi a schermo intero

Carrimedioatutto - LP

Franco Cerri

- 2011

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15,00 €

Di sicuro è una autobiografia questo “Cerrimedioatutto” col quale Franco Cerri festeggia i suoi felici e prolifici 85 anni, ma preferisco definirlo un mosaico di vecchie e nuove emozioni visto che Franco ha ripescato alcune sue“antiche”incisioni, cariche di ricordi, di sentimenti, di gioie alle quali il tempo ha dato colori sfumati che ben si addicono alla tenera eleganza che è stata da sempre la sua sigla musicale. Sedici registrazioni che ad una lettura complessiva sembrano non rivelare le date: composizioni del passato e di oggi si fondono e danno luogo ad un unico linguaggio che stempera le sue parole lungo un arco di tempo infinito, in una sorta di aurea atemporalità che mostra, insieme, il chitarrista con le sue preziosità stilistiche e il compositore con le sue sofisticate invenzioni. Si comincia con “Cerrimedio” che risale agli anni del 1980 e che ha Stefano al basso e i ricordi si ammassano dolenti per quel percorso spezzato. Qui Franco non ha fatto altro che aggiungere delle voci: il tema è proposto da Franco con dolcezza, sottolineato dal basso di Stefano. La composizione è semplice ma già declina l’eleganza del chitarrista: poche note, profonde, suoni che sembrano cavati non solo dalle corde ma dall’anima e così la musica assume la dimensione di un racconto fantastico. È anche il senso dell’onirico che coinvolge l’ascoltatore. Si avverte nella musica di Franco, intendo il compositore, una sorta di sogno che sembra non dividersi, si passa da un tema all’altro come se fantasia e realtà riuscissero a fondersi per creare una tempera che scolora la sua vita, che la racconta attraverso cento diverse sfumature, che ne raccoglie il respiro e lo fa suono. Più complessi sono il giro armonico e la tematica di “Partnerschaft” che viene dagli anni del 1960. In questo caso il racconto si esplicita anche grazie al suono robusto dei fiati e mi piace pensare a Freddie Green che sottolineava le dinamiche dell’orchestra di Count Basie, ma poi Franco si svincola, suona in chord melody, ovvero accordi e melodia usati in modo simultaneo rispolverando il passato e proponendolo come futuro. Alcuni titoli coprono antiche ironie:“Flay”per esempio, che all’origine si chiamava“Moses Ballad”oppure“L’isola”, “Ciononostante sono un assiduo bagnante” o ancora “Tonsambaris” che sta per “Samba per la Ariston” oppure un “Deep in you” che ci consente di riscoprire la voce di Bunny Foy che canta senza parole con notevole intensità. Anche questo cercarsi negli anni della gioventù mi sembra importante. Affiora il senso proustiano della ricerca di se quasi per rendere evidente il percorso poetico, per arrivare al presente, con “Foxology” o con “L’attesa” lungo la scala di una poesia mai interrotta, un lessico colmo insieme di nostalgie e di speranze, un modo inatteso, sempre sorprendente, di stupire, di tenere agganciata l’attenzione di chi ascolta attraverso sfumature diverse, quelle dei sentimenti subito sciolti nella sua quieta ironia. E si finisce con “Framastemi”, ovvero Franco, Marion, Stefano e Nicola, Marion, la sua compagna, Stefano e Nicola i figli, in tenero simbolico quartetto, anche loro musica, anche loro chiusi nella lucente poesia di una chitarra che ha attraversato il secolo del jazz, ascoltando i grandi da Charlie Christian a Barney Kessel a Jim Hall, da tutti prendendo qualche scheggia di suono per poi rimodellarlo nel suono e nella poesia di Franco Cerri.
Vittorio Franchini


Franco Cerri’s “Cerrimedioatutto” is an autobiography, no doubt about that, but my definition for it would be a mosaic of old and new emotions, since Franco revived some of his‘old’tracks, full of memories, of feelings, of joys, the colours of which have blurred with time, fitting in with that soft elegance which has always been his musical signature. Sixteen tracks which do not reveal their age, all in all; today’s and yesterday’s compositions blend together, creating a common language that dilutes its own words in an unlimited time, a kind of superb atemporality showing both the preciosity of style of the guitarist and the sophisticated inventions of the composer at the same time. It all begins with “Cerrimedio” from the eighties, with Stefano at the bass guitar, and painful memories of that broken path come to life again. Here Franco just added voices: the theme is suggested with sweetness, and it is higlighted by Stefano’s bass. This composition is simple, but it shows the elegance of the guitarist: few deep notes, sounds which do not come only from the strings, but also from the soul, turning music into a fantasy tale. A dreamlike feeling makes the listener get involved. You can actually feel in Franco’s music some sort of continuous dream, passing from a theme to the other as if imagination and reality could blend to create a distemper which discolours his life, narrating it in a hundred different hues, catching breath and turning it into sound. The chord progression and the theme of “Partnerschaft”, a song from 1960, are more complex. Here the tale unfolds also through the robust sound of wind instruments, and I would think of Freddie Green, who highlighted the dynamics of the Count Basie orchestra, but then Franco breaks free, playing in chord melody, that is, using chords and melody at the same time, drawing from the past and leading to the future. Some of the titles are reminescent of old irony: “Flay”, for instance, which was originally “Moses Ballad”, or “L’isola”‘( The Isle’), “Ciononostante sono un assiduo bagnante”‘ (Nevertheless, I’m a regular bather’), and also “Tonsambaris”, which stands for “Samba per la Ariston” ‘( Samba for the Ariston’), or “Deep in You”, which makes us rediscover the voice of Bunny Foy, singing without words but with great intensity. It appears to me that looking back to his youth is important. A Proustian sense of the search of the self is evident, almost as if he wanted to make his poetic journey explicit, getting to the present with “Foxology” or “L’attesa”, along the scale of continuous poetry, with a lexicon full of nostalgia and hope at the same time, an unpredictable way of surprising and of drawing the attention of the listener though different nuances of feelings, diluted in his quiet irony. At the end,“Framastemi”, i.e. Franco, Marion (his partner), Stefano and Nicola (his children), in a tender symbolic quartet, all wrapped up in the shining poetry of a guitar which has passed through the century of jazz, listening to the bigs, from Charlie Christian to Barney Kessel and Jim Hall, taking some splinters of sound from all of them and remodelling it into the sound and poetry of Franco Cerri.
Vittorio Franchini


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Registrato negli studi M.A.P. di Milano, marzo 2011.
Franco Cerri chitarra
Simone Grassi vocalist
Massimo Caracca batteria
Mercedes Masha Casali vocalist
Gianni Cazzola batteria
Alberto Gurrisi tastiere, organo, pianoforte
Alex Orciari contrabbasso
Gianluca Barbaro flauto dolce
Masterizzazione Enzo Camporeale
Foto in copertina Andrea Angeli
Fotoritocco Maurizio Russo



Etichetta GOLDEN JAZZ - Catalogo N° G CD J 1950 -Prodotto da Massimo Monti- Musicisti Associati Produzioni M.A.P. - Edizioni Musicali Musicisti Associati Produzioni M.A.P. -Distribuzione M.A.P. - Anno di pubblicazione 2011

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Brani contenuti nel CD:

01. Cerrimedio - 4.09
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Basso elettrico Stefano Cerri, 
      Contrabbasso Lucio Terzano, 
      Batteria Tony Arco, 
      Voce Mercedes Casali e Simone Grassi

02. Partita a tre - 4.43
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi,
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca

03. Giovia - 4.46
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Basso elettrico Stefano Cerri, 
      Contrabbasso Lucio Terzano, 
      Batteria Tony Arco,
      Sassofono Riccardo Luppi,
      Tromba Massimo Caracca
      Voce Mercedes Casali e Simone Grassi

04. L’isola - 3.09
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri e Angelo Arienti, 
      Contrabbasso Marco Ratti, 
      Batteria Giancarlo Pillot, 
      Flauto Gianluca Barbaro

05. Fly - 3.34
      Testo di Kjerstin Engo, 
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca,
      Voce Mercedes Casali

06. Se mi vuoi - 2.48
      Testo di Giorgio Calabrese, 
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca,
      Pianoforte Alberto Gurrisi, 
      Voce Simone Grassi

07. Partnerschaft - 3.14
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Trombone Martin Dietrich, 
      Contrabbasso Marco Vaggi, 
      Batteria Alfredo Golino

08. L’attesa - 4.13
      Testo di Veronica Vismara, 
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca,
      Voce Mercedes Casali

09. Foxology - 6.41
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca

10. Deep in you - 3.02
      Testo di Veronica Vismara, 
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri e Stefano Cerri, 
      Voce Bunnie Foy

11. Nannerl - 2.55
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri e Stefano Cerri, 
      Batteria Paolo Pellegatti, 
      Flauto Gianluca Barbaro, 
      Voce Mercedes Casali

12. Leggenda - 3.25
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri e Angelo Arienti, 
      Contrabbasso Marco Ratti, 
      Batteria Giancarlo Pillot, 
      Flauto Gianluca Barbaro

13. Racconto - 4.25
      Testo di Vito Pallavicini, 
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Gianni Cazzola
      Voce Mercedes Casali,

14. Tonsambaris - 2.19
      Musiche di Franco Cerri, 
      Arrangiamenti Pocho Gatti
      Solista Franco Cerri

15. Stazione Termini - 2.37
      Testo di Alberto Testa,  
      Musiche di Franco Cerri
      Chitarra Franco Cerri, 
      Organo Alberto Gurrisi, 
      Contrabbasso Alex Orciari, 
      Batteria Massimo Caracca,
      Voce Mercedes Casali

16.  Il Blues dei Framasteni - 3.45
       Musiche di Franco Cerri
       Chitarra Franco Cerri, 
       Pianoforte Alberto Gurrisi, 
       Contrabbasso Alex Orciari, 
       Flauto Gianluca Barbaro
       Batteria Massimo Caracca,
       Batteria Gianni Cazzola
       Tastiere, organo, pianoforte Alberto Gurrisi
       Contrabbasso Alex Orciari
       Flauto dolce Gianluca Barbaro
       Vocalist Simone Grassi
       Vocalist Mercedes Masha Casali