La suggestione della voce Vedi a schermo intero

La suggestione della voce

Armando Loprevite

2006

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12,99 €

PRESENTAZIONE

Il presente volume si suddivide in tre parti. La prima parte tratta dell'aspetto fisico-funzionale degli apparati uditivo e vocale; infatti la conoscenza del loro funzionamento è indispensabile per prevenire eventuali danni e malattie che ne potrebbero pregiudicare il perfetto funzionamento. La seconda parte riguarda l'aspetto tecnico di utilizzo delle corde vocali e le regole da seguire per una corretta pronuncia, sia dal punto di vista tecnico che espressivo. La terza parte prende in considerazione alcuni fattori utili nei vari ambiti professionali di utilizzo dello strumento-voce. Si pensi, per esempio, alle attuali attività di ricerca (telemarketing), di promozione e vendite (teleselling) che usano il telefono e quindi la voce, per contattare i vari interlocutori. Oggi si parla sempre più spesso di telelavoro come attività del futuro e quindi della possibilità di utilizzo amplificato del nostro più importante mezzo di comunicazione: la voce. Questo volume è stato scritto per tutti coloro che usano, nella loro professione, lo strumento-voce e per chiunque voglia migliorare la propria immagine comunicativa e persuasiva.

PREFAZIONE Qual è stata la prima reazione, quando avete ascoltato per la prima volta sul magnetofono la vostra voce? Vi siete riconosciuti? Vi è sembrata gradevole o terribilmente brutta e piena di difetti? In verità il suono e l'impostazione della voce, la dizione, le pause, le cadenze e i toni sono tutti elementi che, in qualche modo, esprimono la personalità di un individuo e possono diventare determinanti per il successo nel lavoro, specie quando si prevede il contatto con il pubblico. Allenando le corde vocali, con idonei esercizi, anche senza l'aiuto di esperti di fonetica, si possono togliere fastidiose inflessioni dialettali, cantilene, difetti di pronuncia di vocali e consonanti (es. la "r" moscia, la "s" insaponata ecc.). Questo libro e un magnetofono sono gli strumenti sufficienti per capire dove si sbaglia, applicandosi con serietà e impegno si riuscirà ad ottenere una buona pronuncia. A volte basta usare semplici stratagemmi come quello di tenere una matita tra i denti per costringersi ad articolare in modo forzatamente accentuato e rimediare all'abitudine di "mangiarsi le parole" che per taluni - per es. avvocati, professori, addetti alle P.R. - può essere semplicemente drammatica. L'obiettivo da raggiungere è una pronuncia chiara e rilassata, con toni e accenti persuasivi, che ci permettono di ottenere il consenso di chi ci ascolta. Infatti, in certi casi, una voce calma e profonda è lo strumento migliore di convinzione e di suggestione (che può divenire, talora, addirittura ipnogena). Non a caso, si organizzano vari seminari per managers, public relation men, addetti alle vendite ecc. con esercitazioni di eloquenza e retorica, con o senza microfono, simulando conferenze e di battiti con esperti che insegnano il giusto tono di voce, l'uso di pause, di gesti e atteggiamenti idonei a convincere i vari ascoltatori e interlocutori. Quando ci si presenta in pubblico, infatti, è d'obbligo curare, oltre ai gesti, agli sguardi e all'abbigliamento, lo strumento principe di comunicazione: la voce. Con cò? non è detto che, a volte, una voce "imperfetta " possa ricevere consensi, anzi, se sfruttata ad arte, può addirittura risultare simpatica; ma è sempre un 'arma a doppio taglio, uno strumento da usare quindi con abilità, le cui imperfezioni devono essere "volute" e sfruttate, a seconda dei casi, e non "subite" da chi si dedica all'arte della comunicazione persuasiva. A.L.